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Tenuta Cà Palazzina - nuova linea monovarietali

Cenni storici

Cà Palazzina - Tenuta in località San Rocco di S. Giorgio in Salici, Sona. Verona - Italia

La tenuta dista circa 10 km da Peschiera del Garda.

La Tenuta Cà Palazzina si estende su 34 ettari, di cui 25 vitati; i rimanenti ettari sono lasciati a prato e piccolo bosco. Il paesaggio tutt'intorno è caratterizzato dal movimento di dolci colline, il suolo è morenico – alluvionale, completamente immerso in una cornice di quiete, dove la dimensione umana ha ancora una valenza importante ed è oggetto di profondo rispetto.

Qui la vita scorre lenta. Gli abitanti si dedicano in prevalenza all’agricoltura in piena consapevolezza  dell’ambiente e del susseguirsi delle stagioni.

Nel corso degli anni, questo territorio non è stato infatti interessato dallo sviluppo industriale, pertanto non si evidenziano né la presenza di fabbriche, né lo sfregio dovuto all'espansione urbanistica.

Questi sono i luoghi in cui è stata scritta una pagina fondamentale del nostro Paese. Qui, tra Custoza, Sona, Villafranca e i paesi limitrofi, sono state combattute sul campo, anzi nei campi, le Guerre di Indipendenza che, tra il 1848 e il 1866, hanno portato all'Unità d'Italia.  

Fino a giungere alle due guerre mondiali, tra il 28 luglio 1914 e l'11 novembre 1918 la Prima Guerra Mondiale e tra il 1939 e il 1945 la Seconda Guerra Mondiale, che hanno interessato il territorio e la popolazione anche in termini di vite umane sacrificate.

Quanta Storia! E quante storie avrebbero da raccontare le nostre terre!

 

Tornando a noi: fino agli anni 1940 e 1950, la Tenuta Cà Palazzina era di proprietà della contessa Bice Cavazzicca Perez, la quale si era distinta sul finire della Prima Guerra Mondiale per aver ospitato i soldati feriti reduci di guerra.

Siamo nel 1919, la prima guerra mondiale era appena finita e tutta la popolazione offriva ospitalità alle truppe. Per incoraggiare questa missione, l’esercito pagava regolarmente, secondo un listino specifico, chi poteva alloggiare le truppe, accudire gli animali che nella prima guerra erano stati parte operativa, o semplicemente ricoverare gli attrezzi o le armi da guerra.

La contessa Bice Cavazzicca Perez diede in utilizzo tutti gli spazi possibili della sua proprietà per allestire un ospedale di primo soccorso ai feriti di guerra: si parla di oltre 12 stanze!

Da uno studio dei documenti riepilogativi di questo servizio, si legge di una presenza di 225 militari e 2 tenenti medici presso il complesso residenziale, oltre a una cinquantina di soldati ospitati dai mezzadri della stessa contessa, che vivevano nelle case adiacenti la villa.

Si era quindi allestito un vero e proprio ospedale chiamato "Casa di riposo del soldato" in cui si fornivano sollievo e cure a questi poveri sfortunati.

Questo è solo uno dei tanti racconti che si potrebbero descrivere e che ci fanno pensare a quante vicende si siano succedute fino ai giorni nostri. Vicende molto forti, in cui il credo per la Patria era fonte di spirito di unione e di legami forti.

 

La Tenuta Cà Palazzina fu comperata da mio padre Albino Piona negli anni 1980. Albino amò profondamente questi luoghi: sin da subito si dedicò alla cura della campagna, coltivando uve peculiari e autoctone.

Per rendergli omaggio, con la vendemmia del 2020, noi figli abbiamo voluto dare vita a una nuova linea di vini proprio con queste uve monovarietali. 

Abbiamo quindi prodotto una linea di tre vini: Garganega, Corvina e Merlot in purezza.

Per il realizzo di questi vini, usiamo uve fresche con la giusta maturazione, rispettando i cicli di vinificazione della "nostra" tradizione "Piona": ne risultano tre fragranze uniche nella loro tipicità.

arte:

Per l'occasione, ho voluto valorizzare anche l’immagine della Tenuta con un dipinto dall’artista contemporanea veronese Francesca Tiso Mora. Noi in azienda nutriamo infatti una particolare passione per l'arte, tanto da organizzare regolarmente nella nostra Cantina mostre di artisti contemporanei e manifestazioni culturali ormai da più di un decennio.  

Francesca Tiso Mora, con la sua predilezione verso il paesaggio e le vedute panoramiche, ha dedicato una tela alla nostra campagna, proprio in occasione della mostra d’arte del 2012 intitolata "Custoza - Terra e Vino".

Le sue pennellate decise, dai colori forti e luminosi, e l’alone di mistero che l’autrice ha saputo evocare suggeriscono un viaggio nel tempo:

"Amo, nei miei lavori, far convivere la pennellata rapida, immediata, liberatoria accanto a effetti di velature pazienti, sovrapposte lentamente, una sull'altra, giorno dopo giorno, per effetti di luminescenza o di contrasti scuri che compaiono gesto dopo gesto……"

Ho selezionato queste poche righe tratte dal sito-web dell’artista, perché sembrano scandirei ritmi del lavoro della campagna: un lavoro lento, fatto giorno dopo giorno, gesto dopo gesto, secondo una tradizione centenaria.

(si veda il seguente link al sito dell’artista: http://www.francescatisomora.com/Francesca_Tiso_Mora/Filari.html)

 

Progetto etichette

Le etichette hanno mantenuto il taglio di una nostra etichetta storica, semplice ma diretta.

Per i colori mi sono ispirata a una pittrice francese, Claire Basler.

Ho avuto l'opportunità di conoscere le opere di questa originalissima artista e subito ne sono stata rapita. Credo sia un'artista unica per il suo modo di rappresentare la natura che ci circonda: le sue pennellate, morbide e leggere, ci suggeriscono paesaggi vivi, dinamici, spensierati, suggestivi, carichi di segreti da raccontare.

I fiori, le piante e i panorami delle sue tele ci avvolgono e ci inebriano, trasportandoci in mondi fantastici.

Il gusto del colore viene accostato con sobrietà, eleganza e armonia. È sapientemente pensato e voluto.

Nelle sue opere ho rivisto la natura e tutta la serenità del paesaggio che trasmette la nostra Tenuta Cà Palazzina: un luogo incantevole, immerso nel verde di quelle colline che sono state attraversate dalla Storia e da tante vicissitudini umane.

Nei dipinti di Claire Basler ho ritrovato il verde dei germogli, il marrone dei tronchi delle vigne, i rossi dei mosti d’uva.

Ecco allora che da queste tele ho "rubato" tre nuance di colore per rappresentare i nostri tre vini: alla Garganega, uva bianca autoctona, ho dedicato il verde acceso dei germogli, per ricordare la sua giovane dissetante fragranza; per il Merlot, uva rossa, ho rivisto il marrone dei tronchi della vigna – proprio come questi fusti, anche questo vino sa essere forte,  avvolgente ed elegante; alla Corvina, uva rossa autoctona, ho accostato il rosso vermiglio dei mosti, per sottolineare il suo colore originale, oltre alla sua fragranza speziata.

Come ogni passaggio artistico delle opere di Claire Basler, leggerezza, armonia, calore, vivacità, sobrietà, fragranza ed eleganza caratterizzano anche i nostri vini, ottenuti con la stessa dedizione: vi basterà assaggiarli per rivivere queste emozioni!

 

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