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IL GOLOSARIO 50^ CUSTOZA DOC 2021

Festeggiati i 50 anni del Consorzio con una degustazione spettacolare

IL GOLOSARIO - di PAOLO MASSOBRIO

Custoza oggi è una frazione di Sommacampagna, ma anche una terra che ricorda battaglie risorgimentali. Tuttavia noi la ricordiamo per aver dato origine a un vino, che inizialmente era il Bianco di Custoza e che negli anni è divenuto per tutti Custoza, rappresentando una sua originalità che ora vi spieghiamo qual è.

Storicamente si ha menzione del vino in questa area morenica collinare fra il lago di Garda e Verona con uno sguardo non lontano da Mantova (33 chilometri) nell’epoca romana. Ma dal IX secolo e per tutta l’epoca medievale il vino che proviene da Pastrengo e Sommacampagna si fa conoscere come un prodotto di qualità. E nel 1939 uno studio condotto dalla scuola sperimentale di Viticoltura ed Enologia di Conegliano inserisce questa fra le zone migliori della provincia di Verona. Il Consorzio di Tutela nasce nel 1972, ma la doc viene codificata l’anno prima e annovera 9 Comuni (Sommacampagna, Villafranca di Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Castelnuovo Veronese, Sona, Bussolengo, Pastrengo e Lazise).

Il vino deriva dal frutto di tre vitigni principali che sono garganega, trebbianello (biotipo locale del Tocai friulano) e bianca fernanda (clone locale del cortese). Si utilizza anche il trebbiano toscano talvolta e c’è la possibilità di utilizzare un 30% di altre uve a bacca bianca (malvasia, riesling, pinot bianco, chardonnay e incrocio Manzoni). Le tipologie marcano poi differenze sostanziali: Custoza per il vino d’annata; Custoza riserva; Custoza superiore, Custoza spumante e Custoza passito.
Presidente del Consorzio è Roberta Bricolo, titolare della cantina Gorgo, che ha condotto la giornata di sabato 5 giugno, con i giornalisti invitati all’Hotel Veronesi La Torre di Dossobuono di Villafranca per seguire una storica masterclass.
Ospite d’eccezione, il sottosegretario alle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio che si è detto pronto ad aprire un tavolo con i produttori vinicoli della denominazione Custoza, con l'obiettivo di inserire il territorio nel registro italiano dei paesaggi rurali storici e in quello Fao di riferimento internazionale. 
È quindi seguita la masterclass suddivisa in tre momenti: il Custoza 2020 con la corrispondente di Decanter Alessandra Piubello che ha voluto aprire con un brano musicale: “Nuvole bianche” di Ludovico Einaudi. All’assaggio tre vini.
Il Custoza 2020 di Albino Piona di Villafranca di Verona aveva note floreali e di erbe officinali. Al naso senti la mela con una certa finezza e intensità. In bocca è di spiccata eleganza, che s’apre con un’acidità vibrante e poi chiude con una sapidità pronunciata.

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